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venerdì 11 aprile 2014

Torta cioccolatosa

Ebbene si, anche io ho ceduto alla mania del "cake design". Dopo aver fatto con la Vale un corso per decorare i biscotti con la pasta di zucchero, ho iniziato a dilettarmi nel ricoprire e decorare le torte. Spesso peró queste torte peccano un po' di bontá... ma le mia no!!! Il trucco sta nel fare una buona torta.

Ecco la mia ricetta, gli ingredienti sono:

-150gr di cioccolato fondente
-250gr di burro
-250ml di latte
-200gr di zucchero
-100gr farina 00
-100gr cacao
-100gr farina autolievitante
- 2/3 uova a seconda di quanto sono grosse.



Innanzitutto, il bello di questa ricetta é il fatto di essere veloce e facile. Anche le più imbranate, quelle che non sanno neppure dividere l'albume dal tuorlo, la possono fare.
La prima cosa da fare è sciogliere in un pentolino il cioccolato fondente, il burro, lo zucchero e il latte tutto insieme, senza far bollire.


Dopo aver fatto sciogliere i quattro ingredienti, uniamo setacciando la farina 00, il cacao e la farina autolievitante.
Una volta amalgamato tutto col frullino, aggiungere, sempre frullando, una alla volta 2 o 3 uova.


La torta é pronta. Ungiamo e infariniamo una teglia, versiamo l'impasto e inforniamo a  160/170° C per un'ora circa; io faccio sempre la prova con lo stuzzicadente.

Questa torta è buonissima anche da mangiare così, oppure tagliandola nel mezzo la si può farcire con quello che ci piace di più.









martedì 17 dicembre 2013

A Genova non è Natale senza Pandùçe!

Ormai siamo vicinissimi a Natale, e in casa mia c'è sempre un delizioso profumo di Pandùçe (pandolce), che mio marito prepara seguendo passo-passo la ricetta di sua nonna Maria!

Quindi, ecco per voi la tradizionale ricetta genovese per preparare quello che, in linea di massima, viene chiamato in tutta Italia "panettone basso".

Ingredienti per 2 panettoni:
  • 500 gr di farina 00
  • 150 gr di burro
  • 150 gr di zucchero
  • 250 gr di uvetta
  • 100 gr di canditi
  • 1 bustina e 1/2 di lievito (24 gr)
  • Cognac 
  • Rum
  • 1 flaconcino di essenza di fiori d'arancio
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio (se piacciono)
  • 1 cucchiaio di pinoli


Innanzitutto, lavate e asciugate bene l'uvetta e i semi di finocchio (separatamente).

Mettete nel robot da cucina il burro fuso e lo zucchero e mescolateli bene. Aggiungete la farina, l'uvetta, i pinoli, i semi di finocchio, l'essenza di fiori d'arancio, il lievito, i canditi, un bicchierino di Cognac e uno di Rum.



Impastate tutti gli ingredienti, aggiungendo mezzo bicchiere di latte se il composto risultasse troppo difficile da amalgamare. Ma non esagerate col latte, altrimenti la pasta sarà troppo molle e appiccicosa!
Vi suggerisco di usare il robot da cucina proprio perchè si tratta di una pasta quasi del tutto priva di liquido e quindi molto faticosa da lavorare. Infatti, il composto non è mai omogeneo e liscio; capirete che l'impasto è pronto quando, lavorandolo con le mani, riuscirete a formare una mezza sfera e questa non si disferà.
A questo punto, formate quindi la mezza palla come nella foto, e tagliatela a metà.
Da ognuna delle due metà formate una mezza palla e sulla sommità praticate un taglio a croce.



Adesso è il momento di infornare, in una teglia foderata con carta da forno.
Il forno deve essere preriscaldato a 180 gradi e non ventilato. Cuocete per circa 1 ora, facendo attenzione che non si bruci.

Non preoccupatevi se, dopo l'ora di cottura, i pandolci dovessero sembrare un po' troppo morbidi al tocco: una volta raffreddati si saranno anche asciugati, e saranno molto più sodi!

Noi abbiamo provato anche la variante vegana: al burro sostituite la margarina. Invece di 150 gr usatene 200, dato che non potete ammorbidire l'impasto col latte (sconsiglio infatti varianti con latte di mandorla o di cocco).

Sono sicura che questa ricetta tradizionale vi piacerà molto... e altrettanto vi piacerà l'aroma delizioso che si diffonderà in cucina e in casa!

Valentina

Per le immagini: Valentina De Martini




venerdì 13 dicembre 2013

Chicza! La chewing gum che non inquina!

Quante volte vediamo nelle nostre città marciapiedi rovinati dai chewing gum? e quante volte ci capita di calpestarne uno ed essere obbligati a perdere del tempo nella speranza di riuscirlo a togliere? Non è un gesto rispettoso quello di buttarlo a terra, non si dovrebbe fare. Pensate che ogni anno i comuni delle nostre città spendono tantissimi soldi per rimuoverli e in più non bisogna sottovalutare quanto siano  inquinanti per il nostro ambiente.

Tutti inquinanti, tranne uno la "Chicza". 

Chicza è la prima chewing gum 100% biologica, biodegradabile, senza glutine, lattosio e aspartame. Adatta a tutti!
Non è una novità ma una scoperta antichissima risalente ai Maya, inventori di questo chewing gum biologico
Questo tipo di gomma deriva dall'albero Sapodilla. Dopo alcuni passaggi, viene sciolta con lo sciroppo d'agave, aggiunti gli aromi naturali e il gioco è fatto. 

A portare avanti questo lavoro sono i Chicleros, i guardiani della selva Maya. Grazie a Chicza e al governo Messicano, 2000 famiglie di Chicleros si occupano della foresta del Gran Petenè.
Possiamo trovare Chicza nei negozi bio, nei supermercati Naturasì, nelle farmacie ed erboristerie e in alcuni tabacchini ma è anche possibile acquistarle online

Chicza esiste in quattro diversi gusti; cannella, lime, spearmint e mint. 
Chicza ha un sito internet www.chicza.it dove iscrivendovi alla newsletter potrete ricevere tutte le novità e una pagina Facebook.
Io non vedo l'ora di provarle e voi?

Michela

Per le immagini: sito ufficiale Chicza

venerdì 15 novembre 2013

Svezzamento? No categorico per Mellin e Plasmon, sì a Hipp e Coop!

La prossima settimana cominciamo lo svezzamento. Anche se questo significa che la mia piccina sta crescendo, sono impaziente di vedere come reagirà a tutti i gusti nuovi che le proporremo! Negli ultimi tempi, inoltre, le ho già fatto assaggiare un po' di frutta grattata o schiacciata (mela, pera e banana).
Io sono piuttosto contraria agli omogeneizzati, sia per dal punto di vista economico (preparare autonomamente la carne costa molto meno; inoltre gli omogeneizzati contengono anche acqua, amido o farina di riso  - perchè abbiano la consistenza che tutti conosciamo - e quindi paghiamo l'amido o addirittura l'acqua al prezzo del tacchino, del vitello, del nasello!) sia dal punto di vista del sapore (la carne semplicemente cotta al vapore ha un gusto senz'altro migliore... basta frullarla con un cucchiaio di acqua di cottura ed ecco che l'omogeneizzato è fatto!).

Ne riconosco però la comodità: basta aprire il vasetto, intiepidirne il contenuto, ed ecco che la pappa è pronta! Soprattutto per quanto riguarda gli omogeneizzati alla frutta, per la merenda o per il dopo-pasto.

Così, ieri sera, a cena dai miei suoceri, mi hanno proposto un omogeneizzato alla mela Mellin. La bimba l'ha mangiato di gran gusto, sporcandosi per bene mani, faccia, maglia e bavaglino. L'ha quasi finito! Insomma: ero già contenta del risultato, che mi ha fatto ben sperare per la prossima settimana!

Finchè... non ho controllato gli ingredienti!
Oltre alla mela, all'acqua, alla vitamina C e all'amido di mais c'è lo ZUCCHERO!



Così ho ricontrollato per bene la confezione e, come potete vedere anche nell'immagine, l'omogeneizzato è consigliato dal quarto mese di età. E allora perchè lo zucchero, tanto inviso a qualsiasi pediatra e nutrizionista infantile?! Qualunque sia la quantità di zucchero aggiunta alla frutta, è sempre un "errore voluto", in modo che i bambini si abituino a quel gusto e rifiutino poi qualsiasi altra purea di frutta, che sembrerà loro più aspra e meno dolce! Eppure, fino all'anno di età, lo zucchero dovrebbe essere del tutto bandito dall'alimentazione del bambino... sia a livello nutrizionale sia a livello dentistico! Allora perchè non mettere il sale nell'omogeneizzato di carne?!
Così oggi mi sono presa la briga di fare qualche indagine.. E ho scoperto che tutti gli omogeneizzati alla frutta Mellin contengono zucchero!
E quelli alla carne? Contengono olio di semi di girasole, sconsigliato persino agli adulti!
E questi sarebbero ottimi alimenti per bambini?!
Stesso discorso vale per la Plasmon. I gusti sono quattro (mela, pera, banana e prugna) e tutti hanno lo zucchero tra gli ingredienti! Insomma: una delle pratiche maggiormente sostenute dai pediatri (offrire ai bimbi frutta non zuccherata) viene così aggirata da due tra le più importanti aziende di baby food!

E non è finita qui: la Plasmon peggiora la situazione, aggiungendo sale agli omogeneizzati di carote, mais dolce e patate; carote, patate e zucchine; verdure miste! Di male in peggio, insomma!


E allora... di chi fidarsi?

Ho fatto altre ricerche e controlli.
Pur non volendo utilizzare omogeneizzati (se non sarà strettamente necessario), voglio sapere quali siano i migliori a livello di contenuto. E il sale e lo zucchero sono due ingredienti che devono essere evitati il più possibile, almeno fino all'anno! Non mi riferisco, ovviamente, ad un assaggio ogni tanto di alimenti che li contengono... ma il riferimento è alle abitudini alimentari!

Quindi: un applauso alla Hipp! Nè sale, nè zucchero, tutto biologico! E Margherita ha assaggiato (dovevo fare un test, no?) l'omo alla mela. A parte qualche iniziale espressione schifata.. poi l'ha gustato!

Ma il premio va alla Coop! Anche qui, nella linea Crescendo, tutto biologico. Nessuna aggiunta di zucchero o sale. E a prezzi davvero competitivi (i più bassi, tra i marchi citati).

Come mi era già successo per il latte formulato, la scelta è Coop.

E voi? Che scelta avete fatto?

Valentina

Per le immagini: sito ufficiale Mellin e Plasmon


mercoledì 6 novembre 2013

Un'app per bimbi buongustai!

Sono sincera: diffido spesso dalle app a pagamento. Mi chiedo: non ce ne sarà una sufficientemente valida anche gratis? Così, in vista dello svezzamento di Margherita, ne ho scaricate moltissime che contengano ricette per le prime pappe (e perchè no, anche qualche idea per il dopo...!). Alcune sono quasi inutili e nemmeno granchè a livello grafico. Altre sono buone, ma l'app è gratis "per finta": a parte qualche ricetta basilare, tutte le altre vanno acquistate a blocchi.
Allora, leggendo qualche recensione, mi sono decisa ad acquistarne una: Il cucchiaino d'Argento. 100 ricette da 0 a 5 anni per 1,79 euro (senza sorprese!).
L'app è elaborata dai creatori del ben noto sito de Il Cucchiaio d'Argento. E si potrebbe pensare: perchè non sfruttare gratuitamente il sito? Naturalmente è possibile farlo, ma l'applicazione per iPhone vale la pena acquistarla (anche soltanto per la comodità di averla sempre a portata di mano, anche quando internet non funziona)!


 La grafica è graziosa, come potete vedere. Nella schermata "Ricette", poi, si trovano le quattro sezioni dedicate... In modo da poter scegliere facilmente quale tipo di pappa si deve preparare.
Le ricette si possono anche aggiungere alle "Preferite", così da avere sempre a portata di mano le pappe preferite dai nostri pargoletti!
Le ricette, una volta scelte, si presentano in modo veramente semplice da consultare e seguire.


Si ha a disposizione anche una comoda lista della spesa, per ricordarsi di acquistare gli ingredienti necessari... E persino il timer, per non dimenticare la pappa sul fuoco!


Insomma, mamme... Provate questa applicazione! Soprattutto in considerazione del fatto che il libro di ricette corrispondente, "Il cucchiaino d'Argento", su Amazon costa più di 16 euro (più eventuali spese di spedizione).
Può valerne la pena, no?

Per Android non so se esista: chi ha voglia di farmelo sapere?

Valentina

Per le immagini: shots dal mio iPhone






martedì 15 ottobre 2013

Un salto ad Atene...

...e, per la precisione, alla Taverna del Pescatore (Palia Taverna Tou Psarra).
Si trova nel quartiere di Plaka, il più vivo e vivace di Atene: la sera è tutto un pot-pourri di luci, bar, ristoranti, gelaterie, negozi di qualsiasi genere. E' davvero un quartiere da non perdere, anzi: soggiornare qui significa vivere nel cuore pulsante della Capitale, sotto le millenarie colonne del Partenone.
E il ristorante è proprio sotto l'Acropoli; suggestivo quasi quanto il celebre colle. L'abbiamo scoperto sulla guida Lonely Planet Incontri della città, e ci siamo fidati. Senz'altro, con ragione! Abbiamo cenato divinamente, in un'atmosfera deliziosa: una bellissima terrazza illuminata solo da candele; i tavoli di Plaka, come puntini di luce in mezzo alla notte, ai nostri piedi; il Tempio illuminato alle nostre spalle e il colle di Licabetto di fronte.


E questo ambiente meraviglioso fa soltanto da contorno ai piatti  eccezionali!
Pitarakia (deliziosi fagottini al formaggio), Moussaka (forse il piatto greco più noto: melanzane, sugo, carne, besciamella... il solo pensiero mi fa venire l'acquolina in bocca), Souvlaki (l'ottimo spiedino di carne). Poi, ci siamo buttati sull'insalata Greca (pomodori, olive nere, cetrioli e feta) e abbiamo terminato la cena luculliana con un'enorme fetta di anguria offerta dalla casa.
Anche il pane era buonissimo e, naturalmente, home made!
Spesa, con bevande e caffè (non male, a dir la verità): circa 20 euro. Per la città, è un prezzo piuttosto elevato. Noi, abituati a mangiar meno spendendo di più (il grande difetto di molti ristoranti italiani...), siamo rimasti molto soddisfatti del rapporto qualità - quantità - prezzo! E il tutto, ripeto, in una cornice davvero splendida!


Valentina

Photography: Alessandro Castello

lunedì 7 ottobre 2013

Quattro mani per l'esordio...

...perché rompere il ghiaccio è davvero difficile.
Ci sentiamo intimidite; e allora cerchiamo di farci coraggio a vicenda! Un blog è un'esperienza nuova per noi. Non ne siamo capaci, probabilmente... E allora Vi chiediamo di essere indulgenti, almeno all'inizio. Cercheremo di renderlo più interessante possibile, mai noioso o banale.
Tratteremo diversi argomenti, per la precisione 6.
Le sezioni, quindi, saranno: 

- A tea with friends per gossip e pettegolezzi tra amiche!

- A soup with friends Con trucchi e consigli, ricette e curiosità riguardanti cucina&affini.

- A tea with kids L'universo dei bambini trattato da una mamma alle prime armi! 

- The shop of friends Moda, glam, tendenze. Il mondo della moda e delle mode...

- Tea room Il design, la casa, il fai da te, l'arredamento!

- A trip with friends Viaggi e fotografie, per sognare insieme di luoghi esotici, e non solo.

Insomma, sarà come chiaccherare tra amiche, magari davanti a un té. Ecco perchè... A TEA WITH FRIENDS!

 Michela & Valentina